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Da Caldine a Pratolino

Da_Caldine_a_Pratolino



Itinerario

La salita a Montorsoli
Dal fondovalle comincia la salita verso Montorsoli. È una strada che si inerpica tra poderi e ulivi, con tratti assolati e altri ombrosi dentro macchie di leccio. La salita è impegnativa ma regala ricompense: a ogni tornante il panorama si apre sempre di più, mostrando la valle del Mugnone alle tue spalle e, lontano, i profili del Monte Morello. Arrivi al borgo di Montorsoli, un piccolo nucleo raccolto attorno a un ex convento. È il paese che ha dato i natali a Giovanni Angelo Montorsoli, scultore e frate servita, allievo di Michelangelo. Il luogo conserva ancora il fascino di una Toscana rurale e silenziosa.

Il crinale verso Pratolino
Oltre Montorsoli, si percorre un breve tratto asfaltato andando in direzione di Monte Morello, il cammino si fa più dolce e corre lungo una dorsale: strade bianche bordate di cipressi, poderi isolati, muretti a secco. È un tratto molto suggestivo, perché lo sguardo corre libero: da un lato si vede Firenze e tutta la valle dell’Arno, dall’altro il Mugello e l’Appennino. Camminare qui dà la sensazione di trovarsi su un balcone naturale sospeso tra due mondi. Poco prima dell’ex ospedale Banti si lascia la strada asfaltata per entrare nel Bosco della Garena, siamo sullo spartiacque fra la valle del Terzolle (a sinistra) e del Mugnone (a destra). Percorriamo interamente il percorso nel bellissimo bosco

Parco Avventura “Il Gigante”
Poco prima di entrare nel borgo di Pratolino, immerso nei boschi, si incontra il Parco Avventura Il Gigante. È un’area dedicata ad arrampicate e percorsi sospesi sugli alberi, ma anche un luogo piacevole per una pausa: l’ombra dei pini, il rumore del vento, il senso di essere arrivati quasi a destinazione.

Arrivo alla Villa Medicea di Pratolino (Villa Demidoff)
Un’ultima breve discesa ti porta al grande Parco Mediceo di Pratolino, oggi Villa Demidoff. L’ingresso introduce a uno dei giardini rinascimentali più spettacolari d’Europa, patrimonio UNESCO. Qui tutto si apre: prati immensi, laghetti, fontane, statue, e soprattutto il Colosso dell’Appennino di Giambologna, simbolo del parco, che emerge come una montagna scolpita. Lì si conclude il cammino, in un luogo che unisce la potenza della natura e la genialità dell’arte rinascimentale.